La figura estratta dei genitori: una tecnica da riscoprire e approfondire

Nel libro II della Tetrabiblos, cap. V ‘I genitori’, afferma Claudio Tolomeo: “conviene osservare di giorno soprattutto il Sole e l’astro di Venere, di notte l’astro di Saturno e la Luna. In seguito, per esaminare gli eventi particolari in modo più accurato e conseguente, occorre porre il luogo paterno o materno secondo la condizione diurna o notturna come oroscopo ed esaminare in seguito i restanti argomenti quasi fosse la genitura dei genitori medesimi in virtù dei precetti generali che saranno in seguito esposti e cogliere quindi il significato degli eventi“.
La lettura di questo passo tolemaico introduce il discorso sulla c.d figura estratta dei genitori.
Per figura estratta si intende una carta astrologica redatta sulla base della carta di nascita del figlio, ponendo il pianeta significatore del genitore (ossia: padre oppure madre) all’Oroscopo (AS) di tale carta.
Per meglio esaminare questo passo tolemaico, ci si affida a quanto esposto da Andrea Argoli nel libro II del Ptolomaeus parvuus in Genethliacis junctus Arabibus, cap. I ‘Dei genitori’. Afferma l’Euclide dei Marsi (soprannome attribuito ad Andrea Argoli, eminente matematico): “Nella figura celeste costruita per l’ora di nascita del figlio si devono stabilire per ciascun genitore due significatori: Saturno e, naturalmente, il Sole per il padre; la Luna e Venere per la madre. Tuttavia, in questa distinzione e a questo proposito, occorre osservare, nella genitura diurna del figlio, il Sole per il padre, Venere per la madre; in <quella> notturna <del figlio>, Saturno per il padre, la Luna per la madre”.
Seguendo le indicazioni di Tolomeo e le specificazioni di Argoli, i significatori dei genitori sono:

– riguardo le nascita diurne, il Sole per il padre e Venere per la madre;
– riguardo le nascite notturne, Saturno per il padre e la Luna per la madre.

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